Rivalità con Brescia

sport_calcio_italiano_carlo_mazzone_gettySecondo un articolo di Bergamopost dell’aprile 2016 (http://www.bergamopost.it/occhi-aperti/storica-rivalita-bergamo-brescia-quando-era-guerra-vera/)

“Da dove nasce la rivalità tra Bergamo e Brescia? La vicinanza delle due città ha, da sempre, i conti aperti con un acceso confronto campanilistico: rivalità economiche, di confine (si pensi alla Valle Camonica passata a Bergamo in epoca napoleonica) fino alle sfide sui campi sportivi di oggi, dove il derby lombardo tra Atalanta e Brescia trascende senza dubbio la mera competizione calcistica.(….) Il campanilistico antagonismo tra le due realtà lombarde è, però, di vecchia data(…)Nel 1126, infatti, tal Giovanni Brusati da Brescia mise all’asta le sue proprietà per finanziare la sua crociata in Terra Santa. Ma la curia bresciana non se la passava troppo bene a livello economico e dovette rinunciare all’acquisto dei possedimenti, che furono venduti alla città di Bergamo. Così, la cessione dei feudi di Volpino, Ceratello e Onalino (ciascuno col proprio bel castello, e per di più di importanza strategica) scatenò feroci proteste che sarebbero durate per i decenni successivi. La curia di Brescia, infatti, contestò l’acquisizione da parte di Bergamo, la quale per pronta risposta riempì i castelli di truppe per manifestare l’assoluta volontà di non cedere alle pretese bresciane. Arbitro della controversia, dopo quasi 30 anni di schermaglie, fu l’imperatore Federico I Barbarossa che – nel 1154 – sentenziò la restituzione dei terreni del Brusati alla curia bresciana. I bergamaschi all’inizio si sottomisero alla decisione dell’Imperatore, ma passò poco tempo prima che riprendessero le scaramucce militari sul confine. Fino a che, nel 1156 fu dichiarata ufficialmente guerra. Le truppe bresciane attraversarono i confini bergamaschi e si accamparono a Palosco, in località Grumore, determinati a sferrare un attacco il giorno successivo. I bergamaschi si prepararono ad ingaggiar battaglia. Prima dell’alba, però, i bresciani li colsero di sorpresa, sostanzialmente ancora dormienti. La sconfitta, con la perdita di 2500 uomini per l’esercito di Bergamo, fu accompagnata dalla distruzione del castello di Palosco e dal furto del gonfalone di Sant’Alessandro.  (continua…) ”

 

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