Storia della città di Bergamo

Ecco degli estratti da wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Bergamo)

IL NOME In latino classico il toponimo è attestato come Bergomum, mentre nel latino tardo Bergame. Il toponimo odierno è Bèrghem. Varie ipotesi sul significato:

  • nome di origine prelatina barga “capanna” o a nomi liguri quali Bergima (località nei dintorni di Marsiglia) da una radice *bherg,[1] “alto”
  • nome di derivazione germanica  da *berga(z) “monte” e *haima(z), “insediamento”
  • nome di origine indoeuropea del nome, accostandola all’area linguistica mediterranea orientale e a toponimi quali Praga, Parga, Barga, Pergamo, Bergamo, posto alto nel tempio, cella, santuario,cittadella, rocca

 

I PRIMI ANNI L’area sarebbe stata abitata, sin dall’età del ferro, dalle popolazioni degli Orobi. Un primo abitato, denominato Barra, sarebbe stato fondato da Cydno, figlio di Ligure, capostipite della popolazione dei liguri. Cydno tracciò un solco quadrato con l’aratro dall’attuale colle della Fara (S. Agostino) fino al colle di S. Eufemia.

Una diversa ipotesi fa risalire la fondazione o il consolidamento del primo abitato alle popolazioni etrusche dilagate nella pianura padana nel VI secolo a.C.

Verso il 550 a.C. la città viene conquistata dai celti, che si abbandonano a uccisioni e devastazioni.

STORIA E LEGGENDA ROMANA Poco dopo il 390 a.C., secondo la leggenda, Bergamo fu teatro della sconfitta dei Galli Senoni guidati da Brenno, reduci dal sacco di Roma. Ritenendo che la città potesse rappresentare un’ottima base strategica per il controllo delle valli e dei commerci che da lì si sviluppavano, Brenno chiese la sottomissione dell’abitato. Al rifiuto reagì espugnandola e radendola al suolo. Fatta propria la città, fece erigere un castello nella zona che oggi porta il nome di Breno, nel contiguo comune di Paladina. Roma, ancora scossa per lo smacco subito inviò un esercito per sconfiggere il Gallo una volta per tutte. Tuttavia il console romano propose al capo Gallico un duello per salvare gli eserciti. Il duello fu vinto dal condottiero romano. Brenno, per il disonore di aver perso il duello e di aver mantenuto la vita, si suicidò annegandosi nel fiume che da lui prese il nome di Brembo.

Da quel momento i bergamaschi, secondo questa leggenda, sarebbero diventati sudditi di Roma, anche se in realtà la conquista romana avvenne due secoli più tardi, attorno al 200 a.C. Inizia un periodo piuttosto lungo di benessere e prosperità e il nuovo insediamento di Bergomum diviene un fiorente municipio fortificato.

Poco più avanti anche a Bergamo appaiono i primi Cristiani e secondo la leggenda nel 290d.C. Sant’Alessandro, oggi patrono della città, viene decapitato.

LE DOMINAZIONI GERMANICHE A partire dall’inizio delle invasioni barbariche del V secolo la città viene ripetutamente invasa e saccheggiata. La situazione rimane abbastanza anarchica fino alla conquista di Carlo Magno nel 774. Questo periodo vede anche l’affermazione definitiva della religione cattolica.

BERGAMO LIBERO COMUNE ‘XI e XII secolo, Accanto al sempre più potente vescovo si stava formando una nuova classe di cives che supportava l’episcopato e da questi era tutelata in una linea di condotta filoimperiale. Essi, attraverso propri consules, assunsero la gestione politica della città, proclamandosi libero comune. La storia come libero comune vedrà molti alti e bassi, tra cui vittorie e sconfitte in guerre con Brescia e la federazione con altri comuni nella Lega Lombarda per emanciparsi dal dominio dell’imperatore Federico Barbarossa. L’istituto comunale entrerà dopo qualche secolo in crisi e nascono numerose sette religiose (in particolare quella dei Poveri Lombardi). Il Papa bolla Bergamo come città eretica. 

1137: iniziano i lavori di rifacimento e ingrandimento di una piccola chiesa risalente all’VIII secolo dedicata a Maria. Nasce la Basilica di Santa Maria Maggiore.

 1198: viene terminato il Palazzo della Ragione e la città comincia ad espandersi fuori dalle mura, gettando le basi dell’odierna “città bassa”.

 

LA SERENISSIMA  1428: Bergamo diviene parte della Serenissima Repubblica di Venezia mantenendo ampie autonomie: la Serenissima lascia sopravvivere le antiche magistrature locali e le istituzioni politiche, con la supervisione di un reggente veneziano.

1431-1453: Venezia fa completare la fortificazione della città bassa con la costruzione delle Muraine per proteggere i borghi che si erano sviluppati fuori dalle mura medievali. Durante la dominazione Veneziana la città subisce alcune modifiche: il Palazzo comunale viene ricostruito, per ospitare il mercato viene realizzata l’attuale piazza Mascheroni e viene sistemata l’attuale piazza Pontida.

All’inizio del XVI secolo la città subisce due invasioni francesi e sette spagnole, alternate alla riconquista veneziana.

1561: Venezia che dà inizio alla costruzione delle mura di città alta.

Erano tempi in cui, con la recente scoperta delle Americhe, la Serenissima stava iniziando il suo inesorabile declino nel dominio dei commerci marittimi. Il bergamasco rivestiva quindi un ruolo strategico come punto di passaggio per i commerci con la Svizzera evitando il passaggio per territori dominati dagli spagnoli. Per tale scopo venne costruita la via Priula che doveva collegare  Bergamo con il Canton Grigioni attraversando la val Brembana.

 

DOMINIO NAPOLEONICO 1796 Le truppe rivoluzionarie francesi entrano in città ponendo fine al lungo dominio veneziano e fondando la Repubblica Bergamasca, la cui breve vita si conclude con la sua inclusione nella Repubblica Cisalpina (trattato di Campoformio) e nel regno d’Italia di Napoleone, nel 1805.In questo periodo nacquero i primi giornali bergamaschi.

LA DOMINAZIONE ASBURGICA 1815 il Congresso di Vienna rende Bergamo parte del Regno Lombardo-Veneto.Ormai Bergamo era costituita da due città: quella alta abitata dai nobili in ricchi palazzi e nella parte bassa i borghi: S. Leonardo, abitato dai commercianti, S. Antonio, Pignolo, S. Tommaso, S. Caterina. Nei quattro secoli di dominazione veneta l’arte, la pittura, la scultura, il gusto del bello erano di casa, ma solo nei palazzi dei ricchi, nelle chiese e negli edifici pubblici.Per quello che riguardava invece il popolo i problemi erano molti: l’acqua potabile, i pozzi neri, le fognature che non esistevano e il problema dei rifiuti di ogni genere che causavano frequentemente il colera.

Il periodo di dominazione asburgica vede l’industrializzazione del territorio, anche grazie agli investimenti di famiglie austriache che si trasferiscono a Bergamo, introducono la coltivazione del baco da seta e impiantano filande e manifatture.La ferrovia arriva a Bergamo nel 1857. 

LA MISSIONE GARIBALDINA: 8 giugno 1859 Giuseppe Garibaldi fa il suo ingresso nella città, ponendo fine al dominio austriaco. Porta San Lorenzo, da cui passò, venne ribattezzata Porta Garibaldi.

1860: 174 bergamaschi partono con Garibaldi nella Spedizione dei Mille. Lettera di Garibaldi all’allora sindaco Camozzi, inviata da Caprera il 10 febbraio 1864 

« […] alla prima spedizione di Sicilia e Napoli contano in prima riga i prodi figli di Bergamo […] G. Garibaldi »(ex atti Museo Storico di Bergamo)
Le cronache dell’epoca raccontano che i preti delle valli dissuasero molti altri giovani dal partire con le camicie rosse di Garibaldi.

 

DOPO L’UNITA’ D’ITALIA

 1912-1927: realizzato il progetto di trasformazione urbana del 1907 di Marcello Piacentini: la fiera di Sant’Alessandro si trasforma nel nuovo centro cittadino, sull’asse tra la stazione ferroviaria e Città Alta, con la costruzione del Palazzo della Banca d’Italia (1912-14), del Palazzo della Camera di Commercio (1924), della Torre dei Caduti (1924) e del Palazzo di Giustizia (1927).

 1928: costruito lo stadio comunale, terreno di gioco dell’Atalanta (squadra fondata nel 1907).

1934: piano di risanamento di Città Alta. Bergamo ingloba amministrativamente alcuni comuni circonvicini: Longuelo, Redona, Colognola.

Le trasformazioni urbane continuano durante il periodo fascista con la costruzione del Palazzo Littorio (1938) e della torre dell’autostrada (1939). La città fu risparmiata da devastazioni durante la seconda guerra mondiale; ebbe la fortuna di non subire alcun bombardamento (se non nella vicina Dalmine).

1958: Angelo Giuseppe Roncalli diventa papa col nome di Giovanni XXIII.

 

I PIANI REGOLATORI

1951-1956: primo piano regolatore generale della città a firma di Giovanni Muzio e Morini, intende sbloccare la città verso oriente nella direzione delle valli, verso occidente nella direzione di Ponte San Pietro e verso Sud oltre le linee ferroviarie. Il piano prevede uno sviluppo per azzonamento, con un’espansione a 180.000 abitanti entro il 1981, attraverso la costruzione di quartieri periferici autonomi e limitati quali città satellite.

1961-1964:  revisione del piano regolatore per conciliarne le previsioni con l’effettivo sviluppo della città, avvenuto verso ovest e nord-est (Longuelo e Valtesse) piuttosto che verso sud. Il nuovo piano prevede un centro direzionale sull’area oltre la ferrovia ma, nuovamente, la realizzazione è compromessa dalla mancanza di accordo con le FS.

1965-1969: Secondo piano regolatore di Bergamo, steso da Giovanni Astengo e Dodi e approvato nel 1972. Introduce un modello di sviluppo per poli, basato sullo sviluppo dei paesi dell’hinterland, di cui Bergamo si pone come centro motore dell’area metropolitana, per uno sviluppo totale fino a 150.000 abitanti per il comune e 400.000 per l’hinterland. Il piano prevede anche il recupero di Città Alta e dei Borghi, e dell’ambiente naturale della città, attraverso il Parco dei Colli di Bergamo. Un’autostrada urbana sopraelevata avrebbe dovuto collegare la Briantea, la Stazione e il rondò delle valli, mentre a sud della Stazione, al solito, si sarebbe dovuto sviluppare un centro direzionale.

1972 l’apertura dell’aeroporto civile di Orio al Serio.

Gli anni settanta e ottanta vedono l’espansione dell’area urbana, con la costruzione delle case popolari 167 in diversi quartieri, tra cui Loreto (Bergamo) e Celadina. Vengono inoltre introdotte le circoscrizioni cittadine: inizialmente 9, quindi 7, dal 2009 solo tre.

1995-1999: terzo piano regolatore, su progetto di Bernardo Secchi e Vittorio Gandolfi,  un piano di conservazione e trasformazione della città intensa come insieme di sistemi. Il piano indica il posizionamento del nuovo ospedale prima alla Martinella e quindi alla Trucca, dell’università nel polo ospedialiero, della nuova fiera alla Celadina e del palazzo di giustizia nei pressi della stazione, mentre individua un sistema di parchi di contorno (parco sud, parco est, parco ovest).

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