TAV E BreBeMi – inchiesta del bgreport

abstract dei capitoli dell’inchiesta pubblicata da bgreport con relativi link

capitolo 0: Con questo primo contributo prende avvio l’inchiesta sulla nuova autostrada BreBeMi, in fase di realizzazione, e la tratta ferroviaria ad alta velocità tra Treviglio e Brescia. Ogni domenica alle ore 20, per due mesi, BgReport pubblicherà una nuova puntata dell’inchiesta, nel tentativo di colmare il vuoto d’informazione che avvolge la realizzazione delle due infrastrutture. Mentre si moltiplicano proclami e dichiarazioni d’intenti di amministrazioni locali e regionali e le voci entusiastiche dei mezzi d’informazione, gran poco si è detto circa gli attori politici ed economici in gioco e gli interessi che si affollano intorno ai due progetti. Non è forse il momento di affrontare l’argomento?(http://bgreport.org/tav-e-brebemi-0-la-governance-opaca-dei-territori.html)

capitolo 1: I costi esorbitanti, l’entusiasmo leghista e la “fortuna sfacciata” di Intesa-San Paolo. L’apertura dei primi tre cantieri logistici del nuovo tratto ferroviario ad alta velocità tra Treviglio e Brescia è ormai prossima. La nuova linea è una porzione dell’asse ferroviario tra Lisbona e Kiev, lo stesso che dovrebbe attraversare la Valle di Susa. Nella provincia di Bergamo il progetto dovrebbe coinvolgere i comuni di Casirate, Arzago, Treviglio, Calvenzano, Caravaggio, Misano, Fornovo San Giovanni, Bariano, Morengo, Pagazzano, Mozzanica, Fara Olivana con Sola, Isso, Barbata, Romano di Lombardia, Covo, Antegnate e Calcio. Ma chi sostiene il progetto dell’alta velocità tra Treviglio e Brescia? E, soprattutto, chi beneficia di un’opera che attraversa un territorio già gravato da mobilità congestionata, infrastrutture impattanti e livello d’inquinamento tra i più alti d’Europa? (http://bgreport.org/1-tav-e-brebemi-i-costi-esorbitanti-lentusiasmo-leghista-e-la-fortuna-sfacciata-di-intesa-san-paolo.html)

capitolo 2: Lega Nord, Comunione e Liberazione e Intesa-San Paolo: un matrimonio scomodo? Si è già detto di come l’alta velocità tra Treviglio e Brescia sia stata progettata parallelamente alla nuova autostrada Bre.Be.Mi. Si è detto anche di come la prima opera rapprenti per questo motivo una consistente garanzia pubblica per la seconda, che ha già beneficiato infatti di 175 milioni di euro stanziati per l’alta velocità e, di fatto, utilizzati per le cosiddette opere “comuni”. La circostanza pone ora alcuni interrogativi d’obbligo. Quali interessi si addensano attorno al progetto Bre.Be.Mi.? Chi offre sostegno politico al progetto? Ovvero, chi sono i beneficiari di questa consistente garanzia pubblica? (http://bgreport.org/2-tav-e-brebemi-lega-nord-comunione-e-liberazione-e-intesa-san-paolo-un-matrimonio-scomodo.html)

capitolo 3: Pizzarotti ci guadagna due volte. Chi è costui? Lo scorso luglio, per celebrare i due anni dall’inizio dei lavori della nuova autostrada BreBeMi, c’era anche il cavalier Paolo Pizzarotti, a capo della società incaricata della realizzazione dell’opera. Pizzarotti è Presidente del Consiglio d’Amministrazione di “Mipien” e della controllata “Impresa Pizzarotti & C.”, ovvero uno dei dieci colossi assoluti tra le imprese di costruzione generale, titolare di una quota pari al 3 % della stessa società BreBeMi. I suoi interessi in provincia di Bergamo non si esauriscono però nella realizzazione dell’autostrada. La società di Pizzarotti controlla infatti anche il 24 % del consorzio CEPAV 2, incaricato da Ferrovie dello Stato, senza gara d’appalto (e con un preventivo “record” di 35 milioni di euro al chilometro), della realizzazione del tratto ferroviario ad alta velocità tra Treviglio e Brescia. Se i finanziamenti pubblici al progetto della nuova autostrada, che dovrebbero provenire dalla Cassa Depositi e Prestiti, rappresentano allora un autentico “colpo di fortuna” (viste le difficoltà a reperire finanziamenti sufficienti presso gli istituti bancari), l’impiego a vantaggio di BreBeMi di 175 milioni di euro stanziati per l’alta velocità appare un vero e proprio miracolo. Pizzarotti ci guadagnerà due volte: socio della società BreBeMi incaricato della realizzazione dell’autostrada e socio del consorzio CEPAV 2 incaricato della realizzazione della nuova linea ferroviaria. La questione merita dunque un approfondimento, a partire dal quesito più impellente: chi è Paolo Pizzarotti? (http://bgreport.org/3-tav-e-brebemi-pizzarotti-ci-guadagna-due-volte-chi-e-costui.html)

capitolo 4: Il lato oscuro di Pizzarotti, tra accuse di corruzione e rischio di infiltrazioni mafiose.Si è già detto dell’irresistibile affermazione del Gruppo Pizzarotti, colosso assoluto tra le imprese di costruzione generale, e di come il nome del gruppo sia associato alla realizzazione dell’alta velocità nei territori occupati palestinesi, in spregio al diritto internazionale, e di svariate infrastrutture militari statunitensi nel territorio italiano. Nell’ascesa del cavalier Pizzarotti vi sono stati però anche momenti difficili: il gruppo imprenditoriale è stato coinvolto in svariate inchieste della magistratura e ha dimostrato non poche difficoltà a restare impermeabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Ecco i lati d’ombra del gruppo a cui è affidata la realizzazione di BreBeMi e alta velocità nella Provincia di Bergamo. (http://bgreport.org/4-tav-e-brebemi-il-lato-oscuro-di-pizzarotti-tra-accuse-di-corruzione-e-infiltrazioni-mafiose.html)

capitolo 5:Rifiuti illegali: preoccupazione anche per i cantieri dell’alta velocità.  Lo scandalo che sta scuotendo il mondo politico lombardo lascia intravedere, dietro il business delle grandi opere, una rete di potere e collusioni ampia e radicata, dove forze politiche, gruppi d’influenza e attori preminenti del settore delle costruzioni, nel perseguimento d’interessi “particolari”, operano occultamente dando indirizzo e sostanza a quella modalità di gestione del territorio che in apertura di questa inchiesta è stata definita come “governace opaca”. I dettagli emersi circa le attività di smaltimento di rifiuti illegali del Gruppo Locatelli, rifiuti edilizi che sarebbero stati sversati nei cantieri della BreBeMi, segnalerebbero una spregiudicatezza e una sprezzo dei rischi per la salute pubblica davvero impressionanti. E’ impossibile a questo punto non nutrire legittime preoccupazioni per l’imminente avvio dei lavori dell’alta velocità tra Treviglio e Brescia. Esistono fondati motivi per temere che, quanto accaduto nei cantieri della BreBeMi, possa riproporsi ancora. Locatelli aveva già preso contatti con il responsabile tecnico del cantiere BreBeMi di Urago d’Oglio Pietro Trotta, del Gruppo Pizzarotti, con il proposito, secondo gli inquirenti, di formulare un accordo per sversare i rifiuti illegali anche nei cantieri dell’alta velocità. Inoltre, insieme al già menzionato Gruppo Pizzarotti, al consorzio CEPAV 2 (incaricato da Ferrovie dello Stato della realizzazione della tratta tra Treviglio e Brescia, vale la pena ricordarlo, senza bando di gara), con una quota ragguardevole del 12 %, prenderà parte un altro colosso di costruzione generale che, oltre a condividere con il primo la medesima preoccupante permeabilità alle pressioni della criminalità organizzata, compare in almeno due altre inchieste della magistratura inerenti il traffico di rifiuti illegali. Stiamo parlando del Gruppo Maltauro, che perciò merita in questa sede una puntata dedicata. (http://bgreport.org/5-tav-e-brebemi-rifiuti-illegali-preoccupazione-anche-per-i-cantieri-dellalta-velocita.html)

capitolo 6: ENI entra nel business dell’alta velocità L’Ente Nazionale Idrocarburi è l’azienda statale che figura come general contractor nel consorzio CEPAV 2, incaricato da Ferrovie dello Stato della realizzazione della tratta ad alta velocità tra Treviglio e Brescia. Si è ricordato più volte nelle precedenti puntate di questa inchiesta come il consorzio abbia ricevuto l’incarico senza alcuna gara d’appalto e come questa circostanza abbia fatto lievitare i costi dell’opera fino alla cifra record di 35 milioni di euro al chilometro (il soggetto appaltatore, in assenza di concorrenza, non ha evidentemente alcuno stimolo ha proporre un’offerta economicamente vantaggiosa). Nelle precedenti puntate abbiamo anche ricostruito l’identikit dei colossi di costruzione generale aderenti al consorzio, ovvero Maltauro e Pizzarotti (rispettivamente con quote del 12 e del 24 %), osservando come varie vicende giudiziarie connesse all’attività dei due gruppi finiscano inevitabilmente per alimentare le preoccupazioni circa la gestione dei cantieri dell’alta velocità nella provincia di Bergamo e l’impatto che questa opera avrà sul territorio. A maggior ragione se lo scandalo esploso attorno alla gestione dei cantieri dell’autostrada BreBeMI e la fitta rete di corruzione che la magistratura sta ora portando a galla sembrano di fatto confermare una gestione privatistica e occulta dei beni pubblici, dove l’interesse collettivo viene subordinato alle iniziative di attori preminenti del mercato e centri di potere politico, senza considerazione alcuna non solo per le regole elementari della democrazia ma anche per la salute di coloro che abitano i territori. In questo senso, la biografia delle società controllate da ENI che figurano nel consorzio CEPAV 2 con una quota complessiva prossima al 50 % (ripartita tra Snamprogetti con il 35 % e Saipem con il 12 %) non possono che alimentare l’allarme intorno al progetto della nuova linea ad alta velocità oramai ai nastri di partenza. Ancora una volta, l’evidenza dei fatti rappresenta un dato più che eloquente. (http://bgreport.org/6-tav-e-brebemi-eni-entra-nel-business-dellalta-velocita.html)

 

 

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